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Servizio Volontariato Giovanile |
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Unità di Protezione Civile Centro Studi Ricerca e Documentazione |
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…Un giorno del 1972, Francis Fletwood- scrittrice inglese di sensibilità mediterranea, vide alcuni giovani Volontari, lavorar sodo di pale e di picconi fra i ruderi , sollevando a forza di braccia il sudario di erbacce , detriti e… dimenticanza. Si commosse e prestò ad essi la sua anima. Da quell’incontro felice derivò un libro che è innanzitutto un contributo prezioso a quella che è e che sarà per sempre, la forza della coesione dei giovani impegnati nel volontariato, ma soprattutto aprì nuovi stimoli alla necessità di non spegnere mai i riflettori su quei luoghi magici dalla profonda valenza storico-artistica. Quella pubblicazione “La Torre dei Falchi” per il quale l’arzilla signora lavorò alacremente coadiuvata dai dott. Franco Valerio e del prof. Carlo Cornacchia, fu da sprone alle versioni più recenti e significò una finestra aperta a quell’interesse scientifico che seppur sonnacchioso ogni tanto si riaffacciava con slancio ed efficacia.
Ma bisognava fissare l’aquilone della fantasia al filo della storia.
Tratto dal Dossier “L’impegno del servizio volontariato giovanile di Caserta: il castello di Casertavecchia dal 1958 al 2007”
“…l’ultimo giorno del campo i ragazzi ebbero la gioia di potersi arrampicare su una lunghissima scala estensibile e raggiungere così il torrione, esplorarne le buie scale a chiocciola , che conducono giù nell’ampia sala di guardia,ed in cima ai merli dove sono collocati i grandi serbatoi che ora forniscono al Borgo acqua purissima proveniente dalla sorgente che alimenta la cascata del Parco Reale di Caserta. Lassù, con il tricolore al vento, da finestre che avevano visto cento anni prima il trionfo di Garibaldi e ancor prima il Gonfalone Reale, i giovani di tante parti d’Europa, dopo aver mirato il vasto panorama della pianura campana che si spinge dal Vesuvio al mare,potevano guardar dall’alto i risultati delle loro fatiche. Quel omento resterà nelle loro menti per sempre, un senso della meta raggiunta, di un lavoro praticato bene e con serietà, anche se non ancora compiuto; un senso di cameratismo che li legava l’uno all’altro, specialmente al gruppo di Caserta che aveva costituito l’ossatura di questo campo di lavoro. Nel cuore di ciascuno la speranza di ritornare l’anno successivo per portare a compimento l’opera iniziata.”
Tratto dal libro “La Torre dei Falchi” di Frances Fleetwood, 1973
“…osservando questi giovani mentre scavavano tra i ruderi o attendevano ai lavori di pulizia e sistemazione attorno al castello, ci è parso che andassero alla ricerca di qualcosa. Forse, cercano quel tesoro nascosto, a cui alludono nel loro parlar scherzoso, e abbiamo pensato: forse vanno alla ricerca delle testimonianze che permettano una ricostruzione accurata del contributo che all’edificazione del Castello hanno dato le diverse epoche storiche… …forse cercano anche testimonianze della vita e delle vicende dei personaggi che vi vissero e vi fecero la storia. La loro immaginazione costruisce sulle poche vicende conosciute un tentativo di riavvicinamento umano. Illusione tutta giovanile.”
Tratto dal libro “La Torre dei Falchi” di Frances Fleetwood, 1973 |
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Caserta Vecchia |



