Servizio Volontariato Giovanile

Unità di Protezione Civile

Centro Studi Ricerca e Documentazione

Roberto Forlani

Roberto Forlani nasce a Napoli il 25 luglio 1929, settimo di dieci figli da Guglielmo, consulente legale e uomo d’affari napoletano di origini padane e da Concetta Formentoni.

Dal padre, uomo di visioni sociali oltre che di raffinato istinto economico, eredita la non comune disponibilità per il prossimo, sempre vissuta con generosità e altruismo, e l’innata e geniale elaboratività del pensiero che, senza freno, ne avrebbe indirizzato le azioni e le opere. A donna Concetta, per tutta la vita dovrà invece la natura dolce e generosa, incline talvolta alla malinconia.

Ma è nel corso della seconda Guerra Mondiale che il quattordicenne Roberto FORLANI si ritrova a vivere le prime, precoci esperienze che ne avrebbero plasmato per sempre il carattere. Sfollato infatti a  Recale, con la famiglia, con giovanile entusiasmo e patriottismo, nei tragici giorni immediatamente successivi all’8 settembre 1943, tenta con l’allora seminarista d. Angelo Nubifero – mai dimenticato parroco di Vaccheria e docente di religione  del Liceo Classico di P. Giannone di Caserta – lo sminamento del ponte della ferrovia di Caserta. Catturati dalla pattuglia tedesca i due giovani vengono minacciati di fucilazione sul posto. Solo la cristiana pietà per l’abito monacale di d. Angelo salva i due giovani patrioti.

Fortissimo fu sempre l’amore per la Patria di Roberto FORLANI, cui dovette contribuire non poco, con le sue memorie, al rientro in famiglia, il fratello Ugo, Ufficiale del Regio Esercito, tra i pochi superstiti della divisione Acqui a Cefalonia.

Nel dicembre del 1943 entra in contatto a Caserta con l’ OSS americano, alle cui dipendenze di impiego strategico, favorito dall’eccellente conoscenza dell’inglese, viene posto quale “cooperatore italiano”. Imbarcato sulla nave da sbarco USA LST 378 dal 20.12.1943 al 20.04.1944 partecipa quindi allo sbarco di Anzio, permanendo nella Marina Americana fino al 31.12.1945, quale interprete.

Le vicende del dopoguerra vedono il giovane Roberto, dopo aver conseguito la maturità scientifica a Napoli, dipendente dell’Amministrazione della Difesa presso il Gabinetto del Ministero con funzioni di interprete e, quindi, al distretto Militare di Caserta dal 1950.

E’ a Caserta che conosce e sposa nel 1952, dopo un brevissimo fidanzamento di tre mesi, la collega Anna Escalona cui resterà legato per tutta la vita da un amore profondo.

La vita di Roberto FORLANI, fino al 1962, non offre spazio che per il lavoro e la cura della famiglia, sempre più numerosa. Nel 1962, l’incontro con il movimento scout. Velocemente raggiunta la posizione di leadership nello scoutismo casertano, Roberto Forlani ne diventa il capogruppo in una stagione felice per l’incredibile numero di adesioni e le attività di rilievo nazionale ed internazionale. Fortissimo inoltre fu in quegli anni il legame morale che unì in quegli anni Roberto Forlani a Mons. Vito Roberti, Vescovo di Caserta, fondato su un autentico rapporto di stima reciproca ed amicizia. Anche dopo la”mutazione genetica” che produsse, dalla costola dello scoutismo casertano, il Servizio Volontariato Giovanile, alla fine degli anni ‘ 60, Roberto Forlani rimase sinceramente scout nell’animo tutta la vita.

Nel 1963 viene comandato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e destinato alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione in corso di costituzione nella Reggia di Caserta.

Alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione ed alla sua missione in favore della formazione dei quadri direttivi e dirigenziali dello Stato Roberto Forlani avrebbe dedicato tutta la sua vita professionale fino al collocamento a riposo nel dicembre del 1995.

Ma la sua creatura fu e rimase fino a morte il Servizio Volontariato Giovanile.

Nel 1969 l’intuizione. Il movimento scout casertano è impiegato nella macchina dei soccorsi ai terremotati del Belice. In tale occasione, gli scout furono parte di quel volontariato, che prima ancora, in occasione dell’alluvione di Firenze, aveva fatto la sua comparsa in Italia affiancandosi alle forze dello Stato. Nel Belice, a S. Ninfa, il primo campo di lavoro organizzato da Roberto Forlani ed il primo contatto con il più generale movimento mondiale dei giovani volontari. Il campo di lavoro S. Ninfa, le cui attività si sviluppano tra il 1969 ed il 1972, fortifica i primi concetti : Può lo scoutismo cattolico farsi portatore di una nuova proposta per i giovani indicando nuovi obbiettivi concreti di utilità sociale seppure rinunciando, per farsi meglio comprendere, ad alcuni dei proprio tratti formali? Certamente si. Nel pensiero di Roberto Forlani si fortifica la convinzione che i giovani, ormai uguali in tutto il mondo, hanno bisogno di promuovere, attraverso lo scambio culturale con le altre nazioni, la propria personalità per poter quindi dirigere il proprio potenziale alle opere ed al servizio del prossimo.

Nasce allora, a Caserta, il Servizio Volontariato Giovanile, una struttura organizzativa animata da giovani per i giovani destinata sotto la regia di Roberto Forlani a dar vita ad un impressionante numero di iniziative. Tre, fondamentalmente, le attività che caratterizzano il movimento:

Gli scambi culturali ed i campi di lavoro in italia ed all’estero, il recupero dei beni storici, architettonici ed ambientali, la Protezione Civile. I campi di lavoro direttamente gestiti a  S. Ninfa, e Caserta vecchia diventano altrettante occasioni di crescita e formazione. Centinaia di giovani di tutto il mondo passano attraverso tale fucina e diventano veicolo del nuovo messaggio. L’adesione all’organizzazione mondiale del volontariato, il CCIVS fa il resto: Caserta, attraverso il Servizio Volontariato Giovanile, apre ai propri giovani gli occhi sul mondo.

Quindi la crescita, l’autonomia logistica della struttura operativa che acquista, grazie ai mezzi, capacità d’intervento sull’emergenza. La lotta agli incendi boschivi, gli interventi in Friuli, Umbria, nel cratere del terremoto in Campania e Basilicata nel 1980 ed in tutte le calamità che si sono susseguite, fino all’Albania ed all’alluvione del Piemonte lo scorso anno, confermano, l’efficacia ed il ruolo dei volontari della Protezione Civile di Caserta. Corona, infine, tele percorso, il Campo di Addestramento del Volontariato di Protezione Civile, vero fiore all’occhiello di Roberto Forlani, destinato a divenire centro propulsore di straordinarie iniziative.

La vita di Roberto Forlani si accompagna e si fonde con quella del Volontariato.

Per il Volontariato, la continua crescita, per lui il viale di una maturità che, libera dalla cura giornaliera delle attività del S.V.G.,  ormai in solide mani, significa finalmente la possibilità di mettere a disposizione del prossimo, ovunque nel mondo, la propria esperienza. Ed allora è la Tunisia, il deserto Algerino, le esondazioni in Olanda e dell’ Oder nel Brandeburgo tedesco, l’acquisizione negli Stati Uniti del titolo di Disaster Manager, Il Giappone, La Russia ed infine il Canada, questa terra selvaggia e lontana dove,come confessava se avesse potuto avrebbe voluto restare per sempre. Perché?

Perché lì come diceva lui, ospite di una tribù indiana, l’aria è più fresca e leggere, L’acqua è migliore, il burro è più saporito.

Infine precocemente, a 71 anni, il 29 aprile del 2001, la partenza per il più eterno e straordinario dei viaggi a distanza di solo un mese dalla terribile diagnosi. Partenza resagli dolce dall’Onnipotente che ha concesso che la sua vita terrena si concludesse avendo fisicamente vicini a lui quanti, tanti, a cominciare dalla sua famiglia e dai sui Volontari lo hanno amato e ne custodiscono ora la memoria.